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Il Nobel alle donne. Tutte le donne

di Manginobrioches | tutti gli articoli dell'autore
Women on the rise
«Ma alla fine a chi gliel'hanno dato, il Nobel della pace, quest'anno?» chiedeva commare Mille-e-una-notte, che è sempre troppo presa dalle sue fiction per guardare i telegiornali (ma con certi tg, onestamente, non s'accorgerebbe della differenza).
«Non lo sapete, commare? – le ha risposto zia Mariella con un certo compiacimento – alle donne».
«A tutte le donne?» s'è stupita quella.
«A tutte le donne che combattono per la pace. Perché la pace è una cosa guerriera, commare. Come il futuro è una cosa antica e mandare avanti il mondo è una cosa da donne» ha replicato, gnomica, la zia.
«E quindi anche a noi?» ha chiesto, speranzosa, Mille-e-una-notte. Mica per altro, per avere un minimo di riconoscimento alla lotta quotidiana d'una pacifica combattente femmina, calabrese, anziana, pensionata minima crocifissa dalla crisi e truffata dalla politica.
«Ma noi che c'entriamo, con la primavera araba e la guerra civile di qualche posto dell'Africa?» s'è intromessa, polemicosa, zia Enza.
«Sono solo lotte diverse – ha ragionato zia Mariella – , certo, alcune sono peggio, ma mica c'è tanta differenza. E solo le donne le capiscono, le cose della pace. Le donne vogliono ripulire questo pianeta, lavarlo strizzarlo asciugarlo e stirarlo. E poi riappenderlo al suo posto, profumato di giustizia e di speranza. Come cerchiamo di fare noi ogni giorno, no?».
Zie e commari hanno riflettuto e hanno risposto, come un solo sospiro: «Sì».
Poi sono tornate alle loro occupazioni da donne di guerra e di pace: cucinare per tutti, proteggere le generazioni di prima e incoraggiare quelle di dopo, custodire il buono, nutrirsi del bello, lavare il dolore, ricucire gli strappi, ricamare la speranza, allevare, coltivare, ricordare, opporsi, pensare, volere, resistere.
Sì, il Nobel è sempre delle donne.











 








10 ottobre 2011